Coraggio, il meglio è passato
Ennio Flaiano
◘ PUNTOFERMO ◘
http://puntofermo.livejournal.com/
MERCOLEDI 20 GENNAIO 2010
Questi appunti sono scritti dall’altra parte, controcorrente, con una autonomia di pensiero, contro le lobby, contro i clan, contro i carrieristi-professionisti della politica, contro le nomenklature, contro i dogmi, contro le logge. “Puntofermo” odia la retorica, il populismo, le messe cantate, le liturgie e le autoassoluzioni, si nutre di contemporaneità, di curiosità, di pragmatico radicalismo. E’ moderno e arcaico. Questo spazio si divide in due parti. La prima è dedicata a Fermo (Marche) dove opera un gruppo di fermani che vogliono tenere alto il nome del loro paese. La seconda - seguita da alcuni giornalisti e politologi che risiedono a Roma e a Milano - è dedicata a questioni generali: dalla storia alla cronaca sociale, dalla cultura all’economia. Italia e mondo a confronto.
EDITORIALI
RIPENSARE LA DESTRA PER COSTRUIRE MEGLIO LA SINISTRA. E’ DIFFICILE. MA SI PUO’ TENTARE.
© Sarkozy in Francia, Cameron in Gran Bretagna, Reinfeldt in Svezia, Fini in Italia. Da qualche anno, una destra nuova s’aggira per l’Europa: né statalista né liberista, né conservatrice né populista, ma pragmatica, post ideologica e modernizzatrice, rispettosa delle proprie radici culturali ma aperta alle sfide del futuro, interessata a conciliare l’autorità dello Stato con la responsabilità individuale, la sicurezza con la libertà, la tradizione con il progresso. Una destra, come l’ha definita Sarkozy, immaginativa, generosa, aperta, sensibile all’ecologia, ai diritti civili, alle problematiche del mondo del lavoro, al tema della cittadinanza. Potrebbero essere anche queste le linee da adottare in loco per un discorso complessivo sul ruolo che la destra svolge da noi.
Potremmo, pertanto, cercare il dialogo individuando le menti più aperte e disposte. E’ vero, sarà difficile dal momento che l’ambiente non offre molto. Ma questo vale anche per la cosiddetta sinistra. Vale quindi, ripetiamolo, tentare.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 20
gennaio 2010).
SALVA L’ACQUA. VALE ANCHE PER IL FERMANO.
© L'acqua, elemento primario della vita, entrando in contatto con l'uomo assume mille facce e si impregna di mille significati. Diventa lo specchio delle paure e delle speranze, della ricchezza, della salute e delle malattie, del divertimento e del dolore degli essere umani. Ricostruendo questo rapporto millenario (attraverso fonti spesso marginali come opere letterarie, quadri e illustrazioni), si può ricomporre la nostra storia sociale, la nostra cultura e mentalità.
Di grande valore è, quindi, la campagna per la difesa dell’acqua. Perchè il rischio è di lasciare in eredità ai nostri figli un patrimonio di acqua inquinata da industrie, residui fognari, chimica, arsenico o metalli pesanti. Di fronte a questo allarme concreto sembra sollevarsi nient'altro che il solito polverone. Uno scontro di teologie: con una maggioranza che crede nell'efficacia salvifica della gara d'appalto e della quotazione in Borsa, e una minoranza che invoca il principio assoluto dell'acqua bene comune. In mezzo a tutto questo, schiacciata fra le scorrerie dei partiti e gli appetiti finanziari dei privati, una miriade di Comuni virtuosi che finora hanno gestito i servizi a basso costo e in modo eccellente, e non intendono alienare l'acqua “del sindaco”, intesa come ultima trincea del governo pubblico del territorio. E questo discorso vale anche per Fermo, per la nostra acqua.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 20
gennaio 2010).
TOTO’ ALL’ONOREVOLE COSIMO TROMBETTA DICEVA: MA MI FACCIA IL PIACERE!!!
© Dicono che siamo già in campagna elettorale per la corsa alle regionali di marzo. Siamo già nel vivo, insistono le cronache che sbrodano notiziari di arrivisti e forchettoni in nuce. Il Poliuto fermano avrebbe detto che sono “socialisti d’allevamento”... Ed eccoli i candidati che si sentono già tutti anconetani. Agguerriti e pronti all’assalto finale.
Cerchiamo di raccogliere – con una rapida rassegna antologica – le espressioni più eclatanti che vengono dai media locali. Che, per la verità, sono proprio media-mediocri.
“Appare quasi sicura la candidatura di X, voluta fortemente da X”; ”Puntare sui big del partito è il diktat arrivato”; “X è forte di un grande bacino di voti”; “Il partito mette in campo uomini forti”; “X sembra che avrà la meglio”; “La candidatura di X è quotata al 98 per cento”; “Il Pd ha calato i suoi assi”... e via scendendo. Totò a questo punto avrebbe giustamente detto... ma mi faccia il piacere. Ridiamoci sopra e sotto.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 20 gennaio 2010).
CONTROSPAZIO
UNA CHICCA CHE CI ERA SFUGGITA. RIGUARDA UN CERONI REMIGIO, RAPAGNANESE, CHE “GONGOLA”. COSI’ VERGO’ IL “CORRIERE ADRIATICO” - CON PIGLIO DA MANUALE - L’11 DICEMBRE 2009. RIPRODUCIAMO QUEL TESTO ALLA LETTERA PERCHE’ E’ UN ESEMPIO DI VALIDA CRONACA RUSPANTE. PRIVO DI PIAGGERIE. E COME SI DICEVA UN TEMPO CON IL motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi: I FATTI SEPARATI DALLE OPINIONI
© Cominciamo dal titolo e poi scendiamo in basso. Scriveva il “Corriere” (ovviamente, adriatico): “Una giornata storica per Rapagnano.
Il ministro Sandro Bondi mantiene la promessa e inaugura il teatro. E il sindaco Ceroni gongola”.
E poi sull’onda del personaggio che gongola si va avanti così: “Un ministro della Repubblica, a Rapagnano, non si era mai visto. Una sfilata del genere di autorità, di sindaci e parlamentari, presidenti e monsignori, nemmeno. Ma il 9 dicembre rimarrà una data speciale. Pubblico delle grandi occasioni, nel pomeriggio di ieri, per l’inaugurazione del nuovo teatro di Rapagnano. Struttura nuova fregiata dalla presenza del ministro per i beni culturali Sandro Bondi. La folla lo attende a lungo: 180 posti seduti, ma per l’occasione speciale, assiepate ai lati e lungo le scalinate, di persone se ne conta almeno il doppio. Nelle prime file tanti volti noti. C’è il vescovo di Fermo mons. Luigi Conti, il primo a parlare a Bondi al suo arrivo: “Le Marche hanno tanti tesori, non si facciano mancare i fondi per la cultura” la sua esortazione. Presente anche mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona. I parlamentari Repetti, Saltamartini, Ciccioli, Piscitelli, oltre ovviamente al padrone di casa, il sindaco Remigio Ceroni; l’assessore regionale Solazzi, i consiglieri regionali Ciriaci, Ortenzi, Romagnoli, gli assessori Massucci e Buondonno per la Provincia, diversi sindaci e ancora rappresentanti di soprintendenza, polizia, carabinieri, tribunale, procura della Repubblica, corpo forestale, guardia di finanza, Carifermo. Alle 19, via il sipario. L’omaggio del corpo bandistico di Rapagnano, con l’inno nazionale ed un saluto al ministro Bondi. Poi il taglio del nastro e la benedizione di mons. Conti. “E’ un momento che rimarrà impresso nella storia della nostra città – gongola il sindaco Remigio Ceroni – Grazie a Bondi, il primo ministro a visitare Rapagnano, un politico che preferisce stare tra la gente che frequentare i salotti romani. Ci sono voluti 10 anni per portare a termine quest’opera, che amplierà l’offerta culturale dell’intero territorio”. Congratulazioni nei brevi interventi sul palco dell’assessore regionale Vittoriano Solazzi e del presidente di Carifermo Alberto Palma. In chiusura, il saluto di Sandro Bondi. “Vengo con piacere nella città dell’amico Ceroni. Non è facile essere bravi sindaci. I parlamentari dovrebbero fare gli amministratori locali prima di approdare a Roma. Facendo i sindaci si imparano due cose fondamentali: ad avere un rapporto diretto e costante con la gente, maturando il proprio carattere e la propria sensibilità; e ad agire con concretezza, lasciando indietro le chiacchiere e pensando a risolvere i problemi, che non hanno colore politico. Allora si diventa bravi sindaci, e un bravo sindaco lo è per tutti. Sono certo che Ceroni lo sia, questo teatro così bello, più di tante città più grandi e ricche, lo dimostra. Il teatro è con la piazza e la chiesa luogo di identità di una comunità. Solo noi italiani ne abbiamo uno in ogni borgo. Questo senso di identità è la nostra salvezza”.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 20 gennaio 2010).
SOCIALISTI CRAXIANI, MINISTRI BERLUSCONIANI, PERSONAGGI NOTI E NO, TUTTI RIUNITI SULLA TOMBA DI CRAXI, AD HAMMAMET, IN TUNISIA
© Si può dire che c’erano proprio tutti nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet davanti alla tomba di Bettino Craxi per il decimo anniversario della morte del leader socialista. Nessuno è voluto mancare. Da Gianni De Michelis, Rino Formica, Paolo Pillitteri, Carlo Tognoli, Margherita Boniver al capogruppo dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto, fino all’imprenditore tunisino Tarak Ben Ammar. I due figli Stefania e Bobo, si sono ritrovati assieme alla madre Anna dopo tempi di ripicche e battibecchi. “Siamo fratelli e condividiamo la stessa battaglia in modi diversi”, ha detto il sottosegretario agli esteri. Con loro c’erano i ministri italiani Renato Brunetta, Franco Frattini e Maurizio Sacconi e i tre omologhi tunisini, in delegazione per il governo presieduto da Ben Alì.
“E’ stato un grande uomo di stato ed è ancora nel cuore e nelle menti degli italiani” ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il ministro Renato Bunetta ha chiesto che “si faccia chiarezza su quegli anni” e anche il titolare del Welfare, Sacconi, vorrebbe “rileggere la storia recente perché sia utile per il presente e per il futuro dell'Italia”.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 20 gennaio 2010).
IN CINA CON IL RINASCIMENTO ARRIVA MATTEO RICCI, IL MISSIONARIO GESUITA DI MACERATA
© Si intitola “Matteo Ricci. Incontro di civiltà nella Cina dei Ming” la mostra sul missionario gesuita di cui quest’anno ricorrono i 400 anni della morte ormai pronta all’inaugurazione a Pechino.
L’esposizione, presentata ad Ancona, porterà in Cina diverse opere d’arte italiane e si svolgerà in tre tappe: Pechino (6 febbraio-20 marzo), Shanghai (2 aprile-23 maggio) e Nanchino (4 giugno-25 luglio). Secondo monsignor Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, città natale del grande missionario, Matteo Ricci è un paradigma di straordinaria attualità perchè seppe coniugare la sua missione con tutte le scienze.
La mostra itinerante si avvale di 60 opere d’arte cinesi prestate da diversi musei, nonchè alcuni capolavori del Rinascimento italiano di autori quali Raffaello, Tiziano, Lorenzo Lotto e Barocci che per la prima volta vengono esposti in Cina.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 20 gennaio 2010).
LA CONDIZIONE RELIGIOSA NELLA COREA DEL NORD CHE SI AUTODEFINISCE COME PAESE COMUNISTA. MA IN REALTA’ SI TRATTA DI UN PAESE RETTO DALLA MONARCHIA DEI KIM
© Nella Corea del nord, dominata dal potere personale di Kim Jong-il non c’è pace per la religione. Riceviamo ora da un nostro collaboratore che si occupa di questioni coreane questa nota:
“Il rapporto annuale sulla libertа religiosa nel mondo, pubblicato a fine ottobre dal Congresso americano, registrava una particolare mancanza di libertа nella Corea del Nord, sulla base di numerosi casi di arresto e di deportazione. In realtà il regime di Pyongyang quasi non tollera altro culto tranne quello che ogni cittadino deve tributare all’ex presidente Kim II-sung e a suo figlio, l’attuale leader Kim Jong-il.
Nel giugno scorso informazioni ampiamente riprese dalla stampa sudcoreana riferivano dell’esecuzione pubblica, presso la frontiera cinese, di una nordcoreana di 33 anni, accusata di distribuire Bibbie e di spionaggio per conto degli Stati Uniti.
Sappiamo però che un tempo la capitale era chiamata «la Gerusalemme dell’Est». A metà del ventesimo secolo il 30% dei suoi abitanti erano cristiani, contro appena l’1% del resto del Paese. Le persecuzioni degli anni Cinquanta hanno preso di mira in particolare i cristiani, per quanto oggi a Pyongyang si possano trovare alcune chiese. Ufficialmente la Costituzione autorizza la libertà di culto e la Corea del Nord dispone di federazioni cristiane ufficiali, controllate dal regime. Il Paese riconosce 15 mila cristiani dichiarati, senza distinzione di confessioni. Resta da capire cosa si nasconda dietro queste cifre. Ad esempio, la chiesa cattolica di Jangchung, quartiere est della capitale, non ha prete: negli anni Ottanta il Vaticano si sarebbe rifiutato di ordinare un candidato mandato a Roma dal regime. Ogni domenica si tiene una celebrazione, alla quale partecipano fedeli disciplinati che se ne vanno subito dopo il rito.
Stesso scampanìo alla chiesa ortodossa, a pochi chilometri di distanza. I suoi sacerdoti, entrambi diplomati al Dipartimento di religione dell’universitа Kim II-sung, la più prestigiosa del Paese, erano stati mandati a Mosca in seminario. Dopo quattro anni sono rientrati, ma la chiesa è vuota. Quanto al tempio protestante di Bong-su, ogni settimana accoglie i fedeli, tra cui una decina di occidentali residenti a Pyongyang. Secondo loro, tra i praticanti scelti con cura ci sarebbero anche veri credenti. Di fatto questa manciata di chiese sotto controllo è una vetrina per consentire al regime di proclamare che la libertà di culto viene rispettata, mentre in tutto il Paese «si dа la caccia ai cristiani». La loro presenza è anche fonte di introiti: consente di attrarre l’aiuto offerto da numerose organizzazioni confessionali straniere. Un afflusso di capitali non trascurabile per un Paese esangue, sottoposto alle sanzioni dell’Onu. La Chiesa sudcoreana, che ha finanziato la ristrutturazione della chiesa di Jangchung, ha fatto anche costruire un pastificio nei dintorni. Altre inviano cibo o materiale medico: un aiuto prezioso per una popolazione priva di tutto”.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 19 gennaio 2010).
L'INTERVISTA
in russia Julia privedennaJA – attivista del movimento per i diritti umani - rischia una condanna “al manicomio”...
risponde Carlo Benedetti
© Tu conosci Julia e la sua vicenda. Ce ne puoi parlare?
“ Julia Privedennaja ha 35 anni ed è ingegnere. Vive a Mosca e la sua vicenda personale va raccontata dall’inizio per comprendere alcuni aspetti della società russa di oggi.
Julia, con alcuni amici, riunisce un gruppo di entusiasti che si dedicano alla propaganda di ideali umanistici. Nello stesso tempo tutti insieme si impegnano a realizzare, nella campagna russa, una fattoria. E così nasce la loro attività anche nel campo dell’etica e dello sviluppo di ideali che - secondo loro – dovrebbero contribuire a rafforzare l’unità e l’idea russa...”.
Quindi: una normale attività di impegno sociale. Una vera e propria organizzazione di volontariato come occasione per entrare veramente in contatto con la cultura e la popolazione...
“ Julia e il suo collettivo danno vita ad un modello comunitario di vita e lavoro, in contatto con culture diverse. I campi di questo volontariato sono i più diversi. Da una parte vi è una attività, spesso manuale, all'interno della comunità; dall'altra c’è la formazione di una cultura imperniata sui valori della solidarietà, della non violenza, della convivenza pacifica. Tutto questo in un quadro che punta ad affermare la responsabilità storica dell’intellighentsija”
Quali i punti e i temi di riferimento del movimento avviato da Julia?
“Tanti e tutti di diverso orientamento. Si va dalla gestione delle fattorie agricole allo studio dell’esperanto, dall’esame delle opere di Pitagora all’impegno sociale per lo sviluppo della Russia... Ma c’è anche un forte impegno nei confronti della realtà dei diritti umani. Julia e i suoi compagni scendono in campo per combattere i soprusi che - a loro parere – si verificano in questa fase post-sovietica”.
E’ forse questa ultima “attività” che pone il movimento in dissenso con il Cremlino di oggi?
“Il punto è proprio questo. Julia è stata arrestata e messa in carcere per le sue idee. L’hanno accusata di dare vita a formazioni militari... Ed ora la nuova accusa è di essere psichicamente malata. C’è una manovra in atto per rinchiuderla in un manicomio. E’ una vecchia pratica del sistema sovietico che cos’ cercava di combattere il dissenso”.
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 20 gennaio 2010).
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PUNTOFERMO LIBRI
DAL 1 GENNAIO 2010
+ Benedetti Carlo, “Con Majakovskij” 1 gennaio 2010 (ripetuto il 6 gennaio 2010);
+ De Alarcy y Ariza, “Il cappello a tre punte”, 1 gennaio;
+ Aa.Vv., “Miti e personaggi del Medioevo, Miti e personaggi della modernità”, 2 gennaio;
+ Kafka, “I diari”, 3 gennaio;
+ Isola Gianni, “L’ha scritto la radio”, 4 gennaio;
+ Della Casa Giovanni, “Il galateo”, 10 gennaio;
+ Ricci Matteo, “Lettere dalla Cina 1584-1608", 11 gennaio;
+ Aa.Vv., "Venezia e l'Oriente", 11 gennaio.
+ Mendez Trovar Carlo, “Cuba autocrazia o democrazia”, 18 gennaio
(In rete su http://puntofermo.livejournal. com/ 19 gennaio 2010).
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