#
La sai l’ultima?
- No….
Valla a sentire nell’aula del Tribunale di Milano il 6 aprile 2011 alle 9,30.
#
◘ PUNTOFERMO ◘
http://puntofermo.livejournal.com/
fermopunto@tiscali.it
MERCOLEDI 23 FEBBRAIO 2011
Questi appunti sono scritti dall’altra parte, controcorrente, con una autonomia di pensiero, contro le lobby, contro i clan, contro i carrieristi-professionisti della politica, contro le nomenklature, contro i dogmi, contro le logge. “Puntofermo” odia la retorica, il populismo, le messe cantate, le liturgie e le autoassoluzioni, si nutre di contemporaneità, di curiosità, di pragmatico radicalismo. E’ moderno e arcaico. In questo sito c'è posto per tutti e per tutte le posizioni
► OGNI DOMENICA SU “PUNTOFERMO” C’E’ LA RUBRICA DI POLITICA INTERNAZIONALE. per aggiornamenti quotidiani di politica estera cliccate: WWW.ALTRENOTIZIE.ORG
► NEL LIBRO “IL RE CHE RIDE”, DI SIMONE BARILLARI (EDIZIONI MARSILIO) CI SONO PER LA PRIMA VOLTA TUTTE LE BARZELLETTE RACCONTATE DA BERLUSCONI NEL CORSO DI QUASI 20 ANNI.
► A ROMA MANIFESTAZIONE IERI POMERIGGIO DI FUTURO E LIBERTÀ, ORGANIZZATA DAL COORDINAMENTO REGIONALE DEL LAZIO, DI FRONTE ALLA SEDE DEGLI EX AN DI IN VIA DELLA SCROFA. LA MANIFESTAZIONE SERVE A ESPRIMERE SOLIDARIETÀ A FLAVIA PERINA, ENZO RAISI E A TUTTI I GIORNALISTI DEL SECOLO D'ITALIA "CONTRO CHI VUOLE METTERE IL BAVAGLIO AD UNA VOCE DI LIBERTÀ".
@
“Gheddafi potrebbe seguire la sorte di Ben Alì e Mubarak”
Renzo Guolo
“Se la Prima Repubblica era caratterizzata dall'ironia di Giulio Andreotti, la Seconda Repubblica è la comicità di Silvio Berlusconi. Ma non c’è da sorridere per questo”
Luciana Cimino
«Per trent’anni l’Italia si è vista riflessa nello specchio delle televisioni di Silvio Berlusconi e ha finito per diventare come lui la immaginava, la narrazione che il premier ha fatto del paese è quella delle sue storielle: fintamente allegra, un po’ improvvisata, eternamente vecchia come lo è ogni barzelletta, alla fine, Berlusconi ha fatto della storia d’Italia una sua storiella»
Simone Barillari
"Ho atteso fino ad oggi sperando che da parte del vertice di Futuro e Libertà ci fosse uno scatto di orgoglio, che ci riportasse allo spirito e soprattutto alle intenzioni di Bastia Umbra; viceversa constato ancora una volta che non si vuole affrontare il problema determinante, cioé come condizionare all'interno dello stesso centrodestra una nuova fase di governo e di come affrontare le nuove sfide del nostro Paese"
Luca Barbareschi
«Un giornale all’altezza della tradizione di Tripodi, Giovannini e Accame. Più di cinquant’anni di storia non possono ammutolirsi. La destra non può sostenere che è meglio arrestare gli studenti prima che scendano in piazza per manifestare, o inneggiare alla visita delle 500 “gheddafine”, o difendere i festini di Arcore».
Flavia Perina
“Sanremo si è trasformato nel bunker della sinistra. Sbeffeggiare Berlusconi paga in termini di ascolto e di successo. La canzone di Vecchioni, la satira delle Iene avrebbero fatto flop senza il Cav.”.
Stefano Mannucci
“Quanto a Vecchioni, le sue simpatie sono onestamente dichiarate, e la qualità artistica del brano è incontestabile. Ma come leggere in filigrana il consenso di massa per «Chiamami amore»? È una tirata d'odio contro l'Italia berlusconiana? Forse. Quei versi su «questa maledetta notte che dovrà pur finire», sui ragazzi che il professore induce a difendere in piazza «un libro vero», quell'immagine «dell'operaio che non ha più lavoro», e sopratutto su quei soldati che se ne stanno «a morire in un deserto come in un porcile» hanno probabilmente indotto molti fans a votarlo per protesta contro i «signori del dolore», piuttosto che accogliere la canzone come una nobile orazione civile, oltre che sentimentale, che nella sua grana retorica può essere condivisa da chiunque, a destra come a sinistra”.
Stefano Mannucci
@
POTETE INVIARE A PUNTOFERMO
COMUNICATI, INTERVENTI,
NOTE E COMMENTI
ANCHE TRAMITE LA NOSTRA E-MAIL
@
nota d’apertura
Monsignor Rigon
di Gianni Geraci
Portavoce di Guado di Milano
® Prima di commentare l’intervento (ndr sulle persone omosessuali) che monsignor Paolo Rigon ha fatto in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico Ligure lo scorso 19 febbraio, ho cercato di procurarmi il testo integrale del discorso. L'ho trovato sul sito della Diocesi di Genova e l'ho letto con attenzione. La mia sorpresa è stata grande quando mi sono accorto che, delle parole che hanno provocato le polemiche degli ultimi giorni e di cui il «Secolo XIX» riportava la registrazione sul suo sito, non c'era la minima traccia.
Forse non erano nel discorso preparato da monsignor Paolo Rigon. O forse sono state pronunciate in seguito a una domanda.
Sta di fatto che quella sfilza di imprecisioni che hanno provocato giustamente le reazioni indignate di chi si occupa con qualche competenza di omosessualità non comparivano nel testo dell'intervento così come è riportato sul sito della diocesi genovese.
Se non avessi sentito con le mie orecchie la registrazione proposta dal quotidiano di Genova avrei detto che la stampa si era inventata tutto per alimentare la polemica tra vertici della Chiesa e associazioni omosessuali.
Ma andiamo a vedere, nel dettaglio, lo spezzone del discorso di monsignor Paolo Rigon registrato dal Secolo XIX.
Ecco di seguito la sbobinatura di quanto ha detto (la punteggiatura, naturalmente, è opera mia, ma credo che renda fedelmente il tono delle parole che ho ascoltato).
«Non si nasce omosessuali! Parliamoci chiaro: la nascita dell'omosessuale è rarissima, nel senso di disfunzione ormonale o fisica in qualche modo. L'omosessualità è indotta e dunque bisogna prenderla dall’inizio, perchè se presa dall’inizio, eccome si può superare!
Ma bisogna prenderla dall'inizio (e dall’inizio vuol dire dal momento in cui in qualche modo io mi rendo conto che ho questo problema) attraverso la psicoterapia, la psicoterapia.
Se la psicoterapia viene affrontata, per esempio, nella prima adolescenza se il problema si pone, è un problema che si risolve.
Il nostro consultorio familiare affonta parecchie volte questo tema e si riesce anche... Quando purtroppo l’omosessualità è ormai, come posso dire, "incancrenita" è difficile».
Già l'assertività con cui si inizia lascia perplessi: «Non si nasce omosessuali!». Colpisce in maniera particolare se la si paragona alla prudenza con cui lo stesso problema è affrontato nel Catechismo della chiesa cattolica che, perlando di omosessualità dice che: «Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile».
In un attimo monsignor Rigon butta alle ortiche tutta la prudenza con cui un uomo di chiesa (che, tra l'altro, non ha competenze specifiche) dovrebbe affrontare certi temi che sono per loro natura delicati e controversi.
La prudenza verbale non deve però essere il forte di monsignor Rigon, perché subito dopo infila una sequeza di affermazioni che colpiscono per la loro superficialità: collega l'omosessualità a una disfunzione ormonale o fisica che non ha niente a che fare con l'orientamento sessuale della persona; afferma poi che l'omosessualità stessa può essere curata con la psicoterapia se "presa dall'inizio", ma non precisa che tipo di psicoterapia sia da utilizzare per curare l'omosessualità e, soprattutto, fa un discorso molto confuso su cosa voglia dire "prendere l'omosessualità fin dall'inizio" (visto che in molti casi la persona omosessuale prende coscienza del proprio orientamento sessuale dopo la fine dell'adolescenza); fa poi riferimento ai successi terapeutici di un non meglio specificato consultorio senza però fornire alcuna indicazione sulle pubblicazioni scientifiche che documentano questi successi; conclude infine introducendo la categoria del tutto estemporanea dell'omosessualità "incancrenita".
Ascoltando questa sequenza di imprecisioni e di sciocchezze ho pensato che il vero scandalo non è che ci sia un monsignore che, forte della sua presuntuosa ignoranza, arrivi a scandirle durante una relazione.
Il vero scandalo è che la Diocesi di Genova non abbia preso pubblicamente le distanze da queste affermazioni imprudenti e inopportune.
E pensare che, nel testo del discorso di monsignor Rigon pubblicato sul sito di questa stessa diocesi, le poche parole dedicate all'omosessualità sono molto diverse.
Nel trattare il tema dei matrimoni nulli per esclusione della fedeltà prima del consenso coniugale, monsignor Rigon, fa infatti le seguenti affermazioni.
«Altro aspetto di questo problema è quello della tendenza o del “genere”, di cui oggi si parla molto, in forza del quale si può anche giungere a scegliere come si vuol vivere la propria sessualità se in modo eterosessuale o in modo omosessuale o in alternativa o in simultanea.
Se così è ci sarà una incapacità ad essere fedeli: il caso drammatico è quello dell’omosessualità che qualcuno spera di vincere o di mascherare appunto con il matrimonio ma è una illusione, non sarà possibile, in concreto, restare fedeli al coniuge».
Se si chiudono gli occhi sulla confusione tra identità di genere e orientamento sessuale (confusione peraltro molto diffusa) non si può non notare che le conclusioni a cui giunge monsignor Rigon sono condivisibili, perché con chiarezza ricordano a quanti sperano, con il matrimonio, "di vincere o di mascherare la propria omosessualità" che la loro è solo un'illusione e che il loro matrimonio è come la casa costruita su fondamenta d'argilla che non sarà certo in grado di resistere all'usura del tempo.
Si tratta di una condanna esplicita dei tanti fautori delle terapie riparative dell'omosessualità che considerano concluso il loro compito quando la persona omosessuale si sposa.
Ma proprio per questo motivo fa letteralmente a pugni con tutti i discorsi che lo stesso monsignor Rigon ha fatto nella parte "secretata" del suo discorso in merito all'opportunità di curare l'omosessualità con la psicoterapia. Tanti anni fa, un vescovo a cui rimproveravo il fatto di non essere mai intervenuto per parlare di omosessualità, mi aveva risposto dicendo:
«Guardi che non sempre il silenzio è sinonimo di disinteresse. Tante volte non si parla di un certo argomento perché ci si rende conto del rischio che si corre di dire delle sciocchezze».
Il vescovo in questione era un uomo di grande fede e, soprattutto, era un uomo di grande saggezza.
Mai come in queste circostanze capisco finalmente il senso delle parole con cui mi aveva risposto allora.
(http://puntofermo.livejournal.com/ 23 febbraio 2011, mercoledi - fermopunto@tiscali.it)
editoriali
RICORDATE? C’ERANO ANNI QUANDO SI SVENTOLAVA IL “IL SECOLO” IN MODO PROVOCATORIO GRIDANDO: “FASCISTI, CAROGNE, TORNATE NELLE FOGNE”. ORA SIAMO QUI A CHIEDERE CHE IL NUOVO “SECOLO” RESTI…
di Carlo Benedetti
@ Quando un giornale si avvia sulla strada del tramonto vuol sempre dire che con lui vola via una parte della libertà globale. Si potrebbe, quindi, parlare di lutto comune. E qui non valgono le idee espresse dal foglio morente che possono essere di destra o di sinistra (ammesso che esistano idee del genere…) e non valgono le ideologie rappresentate. Il fatto grave è che scompare una voce. Questo è il punto.
Ed ecco che in queste ore assistiamo all’evolversi della situazione del “Secolo”, il foglio che fu nero-fascista e che rappresentò egregiamente quelle che un tempo venivano definite come “forze reazionarie”.
Fondato a Roma nel maggio 1952 il quotidiano si nascose sotto la dicitura tradizionale di giornale “indipendente”, ma si sapeva e si vedeva chiaramente che il colore della bandiera era il nero del Ventennio. Niente di male in una Italia ormai liberata. E così “Il secolo” cominciò ad appoggiare apertam ente quel partito post-fascista che si chiamava Msi – Movimento sociale italiano. E alla guida dell’organo si ritrovarono per molti anni personaggi come Anfuso e Almirante, Tripodi, Michelini, Romualdi, … figure scomparse ed anche dimenticate.
Oggi la colpa del “Secolo” consiste nel fatto di essere passato dalla parte di un Fini che si stacca dal Berlusconi. Divenendo così il quotidiano di “Futuro e libertà”.
Ma prima di rompere con il “Popolo delle libertà” berlusconiano la direttrice Flavia Petrina aveva avuto modo di dire (al mensile “Prima comunicazione”): “ Da un anno o forse più stiamo cercando di fare un giornale post-An e in qualche modo anche post destra, interpretando la svolta di Gianfranco Fini. Abbiamo provato ad assumere il ruolo di avanguardia culturale nel processo di formazione del Pdl, un'avanguardia di provocazione che faccia intravedere il futuro. Lo abbiamo fatto recentemente cercando di interpretare la categoria della laicità positiva, aprendo a collaboratori anche eterogenei».
Nuova linea politica? Oppure un ritorno al passato direttamente post-fascista quando faceva comodo definirsi “indipendenti”? Comunque sia il fatto è che questo nuovo “Secolo” infastidisce il padrone del Popolo delle Libertà nel momento in cui – per dirla con Pierluigi Battista - il quotidiano tende a rappresentare “una destra utopica, onirica, libertaria, multiculturalista e progressista”.
Ed ora nel vortice delle polemiche, delle accuse e degli attacchi c’è il direttore Flavia Perina chiamata dalla storia a vivere queste ore di agonia per quello che fu il quotidiano degli scontri e delle adunate nere.
Alla Petrina, indomita giornalista, va quindi dato l’onore delle armi. Ed è lei che ci manda a dire con un “pezzo” da novanta che: “La verità è che il “Secolo” è semplicemente «troppo onesto» nell’interpretare ogni giorno le idee, la tradizione, il portato politico-culturale della destra italiana nonché la specifica identità che la testata porta con sé fin dalla fondazione. È un grillo parlante enormemente scomodo, che ogni giorno, con la sua stessa esistenza in edicola o nelle rassegne stampa, parla alle coscienze del nostro mondo e ricorda una realtà che il “ministero della verità” berlusconiano vorrebbe cancellare: la destra delle manifestazioni per Trieste italiana, la destra dell’orgoglio nazionale, del patriottismo, del “coraggio di dire di no”, la destra creativa e movimentista degli anni ’70, la destra che non si piegò al potere neanche quando si giocava la vita nella partita della sopravvivenza politica. Una destra perbene, che portava il Secolo sotto braccio come sfida al mondo pure quando il giornale era un prodotto modesto, semplice testimonianza di appartenenza”
C’è in tutto questo – chiediamo noi - una ostinata difesa del passato? Vorremmo sperare in un “Secolo” nuovo. E per usare una espressione ancora cara ai destri: “purgato”. E per concludere diciamo con molta sincerità: auguri per una nuova pagina di giornalismo fatto di idee.
(http://puntofermo.livejournal.com/ 23 febbraio 2011, mercoledi fermopunto@tiscali.it)
Se vuoi ripubblicare questo articolo sul tuo blog o sito internet puoi farlo utilizzando la dicitura "Questo articolo è stato originariamente pubblicato su PUNTOFERMO” includendo un link attivo e indicando il nome dell'autore. E' gradita una e-mail di segnalazione alla redazione dell'avvenuta ripubblicazione.
“ALTRENOTIZIE”: UN ARTICOLO SUI PROBLEMI GEOPOLITICI IN RUSSIA…
® Nell’edizione di giovedi 21 febbraio 2011 del sito “altrenotizie” è uscito questo articolo di Carlo Benedetti intitolato “ Russia, religioni e geopolitica”:
“ Scricchiolano gli equilibri geopolitici interni: si parla sempre più di due Zar (Medvedev e Putin) obbligati a condividere una poltrona unica mentre si vanno imponendo, sulla scena socio-economica, nuovi oligarchi venuti alla luce dopo Eltsin. Si fanno sempre più complessi i rapporti con i paesi dello “spazio post-sovietico” e la Csi - quella struttura che secondo il Cremlino doveva rimpiazzare il sistema del controllo sovietico - non svolge nessun ruolo dirigente.
C’è poi il campo della politica estera che al momento non brilla per idee e soluzioni. Non si comprende bene, infatti, quale sia il rapporto reale con gli Usa di Barack Obama e con la Cina di Hu Jintao. Ed è con questo bagaglio di problemi che il cronista - in una Mosca sempre coperta dalla neve e con punte di meno venti - va alla scoperta di eventuali soluzioni relative, appunto, alla conduzione geopolitica del Cremlino”…
Per leggere il seguito cliccare su
(http://puntofermo.livejournal.com/ 23 febbraio 2011, martedi fermopunto@tiscali.it)
POTETE INVIARE A PUNTOFERMO
COMUNICATI, INTERVENTI,
NOTE E COMMENTI
ANCHE TRAMITE LA NOSTRA E-MAIL
idee&libri
note di Carlo Benedetti
DAL DIARIO DELLO STORICO GAETANO SALVEMINI ALCUNE SPIEGAZIONI DEL FENOMENO FASCISTA…
® Gaetano Salvemini (1873-1957) pubblicò con i fratelli Carlo e Nello Rosselli e con Ernesto Rossi la rivista antifascista clandestina "Non mollare". Fu arrestato e, messo in libertà provvisoria, si rifugiò in Francia, dove fu tra i promotori del movimento "Giustizia e Libertà". Storico e uomo politico, fu esponente di quella cultura, maturata nell'impegno militante, da cui trassero ispirazione uomini come Piero Gobetti e il gruppo torinese di "Rivoluzione liberale". Nelle pagine di diario degli anni 1922-1923 esprime alcune idee per una spiegazione del fenomeno fascista. Ne riproduciamo alcuni passi:
“Nonostante la esasperazione nevrastenica del dopo guerra, in Italia non ci fu mai pericolo di rivoluzione bolscevica: fu chiamata bolscevismo la protesta iraconda e incoordinata, ma non mai attivamente rivoluzionaria, contro la guerra e contro le delusioni nazionaliste della pace […].
Se non ci fu il pericolo obbiettivo di una rivoluzione comunista, ci fu la minaccia verbale da parte dei socialisti; ci fu la paura subiettiva nelle classi possidenti; ci fu la irritazione in tutte le persone di buon senso per i disordini senza scopo; ci fu la scempiaggine socialista, che maltrattando e insultando i giovani tornati dalla guerra, quasi che fossero colpevoli di non essere scappati, scimmiottando Lenin nella lotta contro gl'intellettuali, respinse verso destra moltissimi elementi, i quali non domandavano se non di andare a sinistra.
La paura della rivoluzione e la irritazione per i disordini continui e per le violenze verbali spiegano come si sia formato in tanta parte della gioventù del medio ceto lo stato d'animo antisocialista, da cui è nato il fascismo. E se il fascismo fosse stato un movimento spontaneo di organizzazione e reazione borghese contro il disordine socialista, sarebbe stato un sintomo di magnifico vigore della fibra italiana. Ma il fascismo non è stato solamente un moto spontaneo borghese: è stato un movimento sollecitato dalle autorità militari, e secondato ovunque dalla polizia, dai carabinieri e dalla magistratura”.
(http://puntofermo.livejournal.com/ 23 febbraio 2011, mercoledi fermopunto@tiscali.it)
POTETE INVIARE A PUNTOFERMO
COMUNICATI, INTERVENTI,
NOTE E COMMENTI
ANCHE TRAMITE LA NOSTRA E-MAIL
PUNTOFERMO HA PARLATO DI…
+ ANTONIO FORCILLO, 22 FEBBRAIO 2011
+ MARTIN HEIDEGGER, 21 FEBBRAIO 2011
+ ALEKSANDR DEINEKA, 20 FEBBRAIO 2011
+ NICHI VENDOLA, 19 FEBBRAIO 2011
+ LIBRO “AVVENTURE DEL BARONE”, 18 FEBBRAIO 2011
+ GOTTFRIED BURGER, 18 FEBBRAIO 2011
+ RUDOLF ERICH RASPE , 18 FEBBRAIO 2011
+ LIBRO “OPUS GAY”, 18 FEBBRAIO 2011
+ ILARIA DONATIO, 18 FEBBRAIO 2011
+ DOMENICO ELETTO, 18 FEBBRAIO 2011
+ GIANFRANCO FINI, 18 FEBBRAIO 2011
+ ISABELLA RAUTI, 18 FEBBRAIO 2011
+ LIBRO “L’UNITA’ D’ITALIA”, 17 FEBBRAIO 2011
+ NICOLA ZITARA, 17 FEBBRAIO 2011
+ NICHI VENDOLA, 17 FEBBRAIO 2011
+ CARLO VERNA, 17 FEBBRAIO 2011
+ MAURIZIO LUPI, 17 FEBBRAIO 2011
+ FABRIZIO CICCHITTO, 17 FEBBRAIO 2011
+ HANS KUNG, 16 FEBBRAIO 2011
+ DOMENICO ELETTO, 16 FEBBRAIO 2011
+ ALESSANDRO SALLUSTI, 16 FEBBRAIO 2011
+ BRANISLAV NUSIC, 15 FEBBRAIO 2011
+ DIEGO GABUTTI, 15 FEBBRAIO 2011
+ AMADEO BORDIGA, 14 FEBBRAIO 2011
+ GIANFRANCO FINI, 14 FEBBRAIO2011
+ ANTONELLA LOI, 13 FEBBRAIO 2011
+ SUSANNA CAMUSSO, 13 FEBBRAIO 2011
+ GAETANO MASSUCCI, 13 FEBBRAIO 2011
+ SERGIO TALAMO, 12 FEBBRAIO 2011
+ ALDO CAZZULLO, 11 FEBBRAIO 2011
+ FRANCESCO MERLO, 10 FEBBRAIO 2011
+ GIUSEPPE CALICETI, 10 FEBBRAIO 2011
+ GORDIANO LUPI, 10 FEBBRAIO 2011
+ NICHI VENDOLA, 9 FEBBRAIO 2011
+ LUCIO RICCIARDELLI, 9 FEBBRAIO 2011
+ ANTONIO GRAMSCI, 8 FEBBRAIO 2011
+ SERGIO LUZI, 8 FEBBRAIO 2011
+ PALMIRO TOGLIATTI, 7 FEBBRAIO 2011
+ “QUADERNI PIACENTINI”, 4 FEBBRAIO 2011
+ SILVIA GUIDI, 4 FEBBRAIO 2011
+ GIORGIO NAPOLITANO, 4 FEBBRAIO 2011
+ MASSIMO LIVIO BACCI, 3 FEBBRAIO 2011
+ FABRIZIO LORETO, 3 FEBBRAIO 2011
+ ADRIANO BALLONE, 3 FEBBRAIO 2011
+ SERGIO GARAVINI, 3 FEBBRAIO 2011
+ LIBRO “LO SPIRITUALE E LA POLITICA”, 3 FEBBRAIO 2011
+ PAUL VALADIER, 3 FEBBRAIO 2011
+ DOMENICO MONTALTO, 3 FEBBRAIO 2011
+ GIORGIO AMENDOLA, 2 FEBBRAIO 2011
+ VALERIO COSIMI, 2 FEBBRAIO 2011
+ SECONDO FORTICHIARI, 1 FEBBRAIO 2011
+ SECONDO FORTICHIARI, 31 GENNAIO 2011
+ FLAVIO LOTTI, 31 GENNAIO 2011
+ FRANCESCO ALGISI, 30 GENNAIO 2011
+ LIBRO “STORIA FASCISMO”, 29 GENNAIO 2011
+ MATTEO PASSETTI, 29 GENNAIO 2011
+ MASSONERIA, 29 GENNAIO 2011
+ RENATO FIORETTI, 29 GENNAIO 2011
+ MOVIMENTO ASTENSIONISTA, 29 GENNAIO 2011
+ ANTONIO FORCILLO, 29 GENNAIO 2011
+ CUBA, 28 GENNAIO 2011
+ MARIA CHIARA ALBANESE, 28 GENNAIO 2011
+ GUILLERMO FARINAS, 28 GENNAIO 2011
+ PAP KHOUMA, 28 GENNAIO 2011
+ LIBRO “NOI ITALIANI NERI” 28 GENNAIO 2011
+ CERONI REMIGIO, 28 GENNAIO 2011
+ LIBRO “IL PCI DI LONGO” 28 GENNAIO 2011
+ ALEXANDER HOBEL 28 GENNAIO 2011
+ ANTONIO PANTANO, 28 GENNAIO 2011
+ LIBRO “EZRA POUND” 28 GENNAIO 2011
+ MASSONERIA, 27 GENNAIO 2011
+ BRUNO ROZERA, 27 GENNAIO 2011
+ FABRIZIO GATTI, 27 GENNAIO 2011
+ LIBRO “IN ALTO A DESTRA”, 27 GENNAIO 2011
+ MAURIZIO BRUNI, 27 GENNAIO 2011
+ SANDRO SAGGIORO, 26 GENNAIO 2011
+ “AVVENIRE DEI LAVORATORI”, 26 GENNAIO 2011
+ RAJ PATEL, 26 GENNAIO 2011
+ LIBRO “IL VALORE DELLE...”, 26 GENNAIO 2011
+ SARA HEJAZI, 26 GENNAIO 2011
+ DIVERSOINVERSO, 25 GENNAIO 2011
+ SOCIALISMO E SINISTRA, 24 GENNAIO 2011
+ STEFANO BARTEZZAGHI, 24 GENNAIO 2011
+ REMIGIO CERONI, 24 GENNAIO 2011
+ DOMENICO PANTALEO, 24 GENNAIO 2011
+ MARIA CECILIA GUERRA, 23 GENNAIO 2011
+ ANTONIO FORCILLO, 23 GENNAIO 2011
+ CONCITA DE GREGORIO, 22 GENNAIO 2011
+ BETTINO CRAXI, 21 GENNAIO 2011
+ AUGUSTO MINZOLINI, 21 GENNAIO 2011
+ FIGURINE PANINI, 20 GENNAIO 2011
+ SILVIO BERLUSCONI, 20 GENNAIO 2011
+ MARCO TARQUINIO, 20 GENNAIO 2011
+ DANIELA SANTANCHE’, 19 GENNAIO 2011
+ IGNAZIO DESSI’, 19 GENNAIO 2011
+ FEDERICA PERRI, 19 GENNAIO 2011
+ RICCARDO MILANA, 17 GENNAIO 2011
+ FRANCO COSTANZI, 17 GENNAIO 2011
+ SERGIO LUZI, 16 GENNAIO 2011
+ ANTONIO DI PIETRO, 16 GENNAIO 2011
+ MARCO PAPACCI, 16 GENNAIO 2011
+ REMIGIO CERONI, 16 GENNAIO 2011
+ CETTO LA QUALUNQUE, 9 GENNAIO 2011
+ RENATO SANDRI, 9 GENNAIO 2011
+ MARIO PIRANI, 9 GENNAIO 2011
+ KIERKEGAARD, 8 GENNAIO 2011
+ FIDEL CASTRO, 8 GENNAIO 2011
+ ANTONIO FORCILLO, 14 DICEMBRE 2010
+ LICIA CANIGOLA, 7 NOVEMBRE 2009
+ PIETRO BALDASSARRI, 5 MAGGIO 2009
+ MARCELLO DELL’UTRI, 5 MAGGIO 2009
+ ALESSANDRO LUZIO, 5 MAGGIO 2009
+ FRANCA ROMAGNOLI, 17 APRILE 2009
POTETE INVIARE A PUNTOFERMO
COMUNICATI, INTERVENTI,
NOTE E COMMENTI
ANCHE TRAMITE LA NOSTRA E-MAIL
CLICCATECI NON VI PENTIRETE
Le notizie e gli articoli che figurano in questo spazio sono liberamente riproducibili. Si prega, comunque, di rispettarne l'integrità citando fonte ed autori. Questo spazio non rappresenta una testata giornalistica in quanto pur essendo aggiornato non sempre rispetta una precisa periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001